Chi possiede le ali deve volare

Il lavoro vibrazionale parla al Corpo emotivo collettivo e quindi è uno strumento potente per il benessere di tutti!
Tutti i nostri sintomi, tutti i nostri problemi, tutto ciò che viviamo è parte di quell’esperienza necessaria a riconoscere ciò che siamo oltre lo spazio-tempo.

Quando  non ci sentiamo ancora pronti per un lavoro  vibrazionale specifico possiamo cominciare a migliorare il nostro livello di sintonizzazione richiedendo il nostro Mantra Individuale (vedi post in questo blog)


Chi invece fosse già interessato  a lavorare su di sè 
attraverso un  lavoro mirato, può cominciare a farlo attraverso un lavoro
possibile anche a distanza attraverso la Medicina della Luce (vedi post in questo blog), un metodo che nasce da tanti anni di studio e di lavoro sostenuti dalle mie Guide di Luce











Ciò che viviamo e che comprendiamo rispetto alla nostra vita attuale in realtà è paragonabile a ciò che cogliamo nella sola punta di un iceberg, che nella sua globalità ha una struttura molto più complessa, non visibile perché celata dalla profondità dell’Acqua. 
In ogni momento  siamo in risonanza  con ciò che hanno vissuto i nostri genitori, i nostri nonni e i nostri antenati, perché  così come nel DNA riceviamo in eredità un patrimonio genetico, responsabile della trasmissione dei carattere fisici e somatici,  abbiamo una memoria psicogenetica, ancestrale e vibrazionale, nella quale sono codificati tutti i traumi vissuti da tutto ciò che è stato prima di noi, nella nostra attuale vita fisica.

                                  
Se sentiamo di non riuscire a superare un ruolo acquisito, se continuiamo a percepirci come "vittime degli eventi, possiamo essere aiutati a comprendere il messaggio che va ancora accolto...



Ho visto troppe persone camminare come morti viventi sulle strade della Terra.
I loro piccoli mondi così banali, così veri, così tristi.
Pochi hanno ali per volare.
Ad alcuni le ali le spezzano fin da piccoli, ad altri strappano le penne una ad una.
Altri ancora tengono le ali chiuse, strette al corpo, nascoste.
Per loro volare significherebbe l'allontanamento dalla comunità, dalla sicurezza.
Paura, angoscia.
Quanti hanno il coraggio di aprire le loro ali e volare veramente?
Chi possiede le ali deve volare, altrimenti rinnega la propria natura.
Chi possiede le ali non deve avere paura di ciò che è.
Buttarsi dall'alto, lanciarsi verso l'ignoto.
Fendere l'aria mentre intorno mille parole cercano di tirare verso il basso:
calunnie, cattiverie, pessimismi, sfiducia.
Non ce la farai mai, non vali niente, cosa vorresti fare?
Non arriverai da nessuna parte...
Quante volte ho ascoltato questi sussurri.
Chi li ascolta precipita oppure torna tra le braccia di giorni banali
con le ali mozze e pesanti di lacrime di pioggia;
ma per una volta...
...volare più in alto delle nuvole, giocare con un raggio di sole,
credere che oltre l'arcobaleno esista un mondo della consistenza del sogno.
Sentire sotto le ali l'aria che frena, colpirla con forza e salire più in alto, superando tutti gli ostacoli.
Ascoltare le grida di chi rimane a terra: stolto, pazzo, incosciente...
Non importa, chi ha le ali deve volare, nonostante tutto.
Chi ha le ali deve volare anche per chi non le ha, anche per chi ha le ali spezzate.

Ariel la fatina

(Il testo non è mio ma non ne ricordo l’origine)


Possiamo essere accompagnati anche in un lavoro a distanza o via Skype...
Per informazioni potete lasciare un messaggio anche whatsapp a Marina Ariela, cell.3491111327


                integrazionetranspersonale.blogspot.com


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